dieta a zona cosce

perdere peso senza motivo cause

Gli alimenti “naturali” possono contenere un sacco di zucchero e gli alimenti a basso contenuto calorico possono avere ingredienti non sani in sostituzione delle calorie.

Ad esempio, molti alimenti a ridotto contenuto di grassi hanno zuccheri aggiunti, invece.

Non c’è niente di sbagliato nel mangiare cibi “salutari”, ma sempre scoprite che cosa c’è nei pacchetti prima di acquistarli.

Un peso adeguato per quanto siamo alti è sicuramente sano.

Ma non sarà sano se si taglia giù troppo bruscamente sulle calorie, so fa troppo esercizio senza mangiare correttamente o prendendo altre misure estreme.

Il peso dovrebbe sempre essere perso a poco a poco.

Il mantenimento di una dieta sana, mentre si perde peso, sarà un lungo processo, è quello a cui noi aspiriamo.

Voglio una dieta che mi faccia dimagrire 2 kg in soli 3 giorni, ne esiste una efficace? Secondo il Prof. Migliaccio sì! La dieta dei 3 giorni annunciata nella trasmissione televisiva porta a porta è introvabile qui sul web (ormai copiata da tutti. ).

Questa è una dieta di 1200 calorie, facile, veloce, che permette di perdere 2 chili in soli tre giorni. Si può fare tranquillamente una volta ogni tre mesi.

È una dieta corretta, scientificamente equilibrata, per quanto lo possa essere una dieta ipocalorica di 3 giorni, ma che acquista il suo perfetto equilibrio quando, nel mantenimento, si aumenta l'apporto calorico seguendo le linee guida di una corretta alimentazione.

Dopo aver cominciato la dieta dei tre giorni, nascerà in voi una consapevole aspirazione a possedere una più approfondita informazione sanitaria e dietetica per individuare i comportamenti necessari per mantenere la salute e il benessere del vostro corpo, e raggiungere il vostro peso forma ideale.

La dieta dei tre giorni del Prof. Migliaccio è ipocalorica, che, per definizione è sempre dimagrante ed è il mezzo più efficace per dimagrire velocemente.

Prima di cominciare questa dieta si deve sempre e comunque consultare il proprio medico nutrizionista per capire se si tratta di un regime adatto alla nostra costituzione.

  • Latte 1,8% (parzialmente scremato) g 100, caffè a piacere, un cucchiaino di zucchero, una fetta biscottata.
  • Oppure: Tè o orzo a piacere con un cucchiaino di zucchero, due fette biscottate.
  • un kiwi o uno yogurt magro da g 125 anche alla frutta.
  • Tonno sott'olio sgocciolato una confezione da g 80; pomodori o insalata o fagiolini; pane g 40 (mezza rosetta) o un pacchetto di crackers da g 25.
  • Petto di pollo g 130 (peso netto e crudo); insalata verde mista o zucchine a piacere; un cucchiaino di olio extravergine d'oliva; pane g 40 (mezza rosetta).
  • Latte 1,8% (parzialmente scremato) g 100, caffè a piacere, un cucchiaino di zucchero, una fetta biscottata.
  • Oppure: Tè o orzo a piacere con un cucchiaino di zucchero, due fette biscottate.
  • un kiwi o uno yogurt magro da g 125 anche alla frutta.
  • Formaggio light spalmabile g 60; pomodori o insalata o fagiolini a piacere; un cucchiaino di olio pane g 40 (mezza rosetta) o un pacchetto di crackers da g 25.
  • pesce g 140 (peso netto e crudo); insalata verde mista o zucchine a piacere; un cucchiaino di olio; pane g 40 (mezza rosetta)
  • Latte 1,8% (parzialmente scremato) g 100, caffè a piacere, un cucchiaino di zucchero, una fetta biscottata.
  • Oppure: Tè o orzo a piacere con un cucchiaino di zucchero, due fette biscottate.
  • un kiwi o uno yogurt magro da g 125 anche alla frutta.
  • Un uovo con due albumi; pomodori o insalata o fagiolini a piacere; un cucchiaino di olio pane g 40 (mezza rosetta) o un pacchetto di crackers da g 25.
  • mozzarella light g 125; insalata verde mista o zucchine a piacere; un cucchiaino di olio; pane g 40 (mezza rosetta)
  • tutto un pasto può essere sostituito da: gr. 130/150 di pizza al taglio,
  • gr. 50 di pane con gr. 30 di companatico a piacere (salame, mortadella, prosciutto e/o formaggio ecc..).
  • Le verdure indicate possono essere sostituite da altri tipi sempre con quantità a piacere.
  • Un cucchiaio di crusca d'avena al giorno, preferibilmente al mattino, oppure, potete seguire questo menu d'avena:

    Consumate l'avena sotto forma di fiocchi, insieme al latte per colazione.

    Una manciata di fiocchi d'avena è uno spuntino ideale.

    Fate bollire un pugno di chicchi d'avena in un litro d'acqua. Dopo averla filtrata, bevetene a piacimento.

  • una porzione di passato di sole verdure con g 30 di pastina o riso, un cucchiaino di olio, un cucchiaino di parmigiano.
  • perder peso 10 kilos

    Come accennato diverse volte le tipologie di diete proteiche sono molteplici. Anche se stilate su base comune questi regimi alimentari hanno comunque delle loro proprietà specifiche che li diversificano gli uni dagli altri, sia in base agli alimenti proteici consentiti, sia perchè alcuni modelli fanno un largo utilizzo di integratori alimentari come surrogati dei pasti.

    Particolare categoria di diete proteiche dimagranti, è quella delle chetogeniche, in cui l’apporto di carboidrati e zuccheri semplici viene totalmente eliminato. in questo modo il metabolismo si concentra sulla beta ossidazione dei grassi e sulla conseguente produzione di corpi chetonici, che forniscono energia alle cellule, inducendo uno stato denominato chetosi. Questo processo accellera l’utilizzo delle riserve di grasso a scopo energetico e i corpi chetonici che si formano aiutano a mantenere a contenere il senso di fame.

    Vediamo le principali, tenendo presente che molte di queste diete vanno eseguite sotto stretto controllo medico. Approfondimenti sulla dieta chetogenica.

    La Blackburn prende il nome da colui che l’ha creata, rispetta appieno i concetti espressi fino ad ora. Prevede una forte privazione calorica, fino a scendere a quasi 400 calorie giornaliere, ed è per questo che tale dieta presenta molte analogie con il digiuno.

    E’ una dieta iperproteica e ipocalorica chiamata anche aminoacidica, basata sul consumo di proteine ad alto valore biologico che fanno si che venga preservata la massa magra e che vengano bruciate esclusivamente le riserve di grasso.

    Non prevede un controllo calorico ma solo su ciò che si mangia poiché i carboidrati sotto qualsiasi forma sono completamente aboliti e anche una minima introduzione di zucchero non prevista può fare andare a monte il lavoro svolto dalla dieta.

    Il principio di questa dieta è l’instaurarsi dello stato di chetosi:

    la formazione di corpi chetonici induce un senso costante di sazietà.

    ha un ruolo sull’attivazione della lipolisi ovvero sull’utilizzo dei grassi a scopo energetico e prevede quindi di bruciare le riserve di grasso, specialmente quelle localizzate su glutei e cosce tanto da fungere come una vera e propria liposuzione.

    Anche la Dukan, prende il nome dal suo creatore, è forse una delle diete proteiche più popolari.

    Prevede quattro fasi ben distinte in ognuna delle quali si consumano alimenti diversi.

    Se vuoi puoi approfondire il regime alimentare del dottor Dukan nel dettaglio altrimenti puoi acquisire le informazioni di base proseguendo nella lettura.

    La prima fase (attacco): si possono consumare solo 72 alimenti stabiliti e tutti proteici. Questa fase dura dai 2 ai 10 giorni massimo in base al peso da perdere.

    La seconda fase (crociera): serve a fare in modo che venga raggiunto il peso ideale. Si devono mangiare a giorni alterni un giorno solo cibi ricchi dei proteine e un giorno proteine accoppiate a verdure. Questa fase va alternata con la prima e anch’essa può durare dai 2 ai 10 giorni.

    Caratteristica delle prime due fasi della dieta Dukan è che gli alimenti non vanno pesati né limitati ma si possono consumare a volontà e a ogni ora del giorno.

    La terza fase (consolidamento) ha una durata ben definita che è di 10 giorni per ogni chilo perso durante le prime due fasi. In questa fase vengono reintrodotti dei carboidrati e di alcuni alimenti ma soltanto per due giorni durante la settimana.

    La quarta fase (stabilizzazione):si basa su tre regole che vanno seguite “a vita” per mantenere il peso e non recuperare i chili persi. Le tre regole sono:

    almeno un giorno a settimana mangiare solo proteine.

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    Si en este momento uno de tus propósitos es bajar de peso, olvídate de pasar hambre o renunciar a tus platillos favoritos. Te presentamos un ejemplo de régimen que, estructurado bajo la supervisión de un nutriólogo, puede brindarte resultados sorprendentes y ayudarte a perder kilos saludablemente.

    Pescados, mariscos, carne de res y aves, huevos o legumbres pueden ser ingredientes de platillos deliciosos pero, sobre todo, con gran valor nutritivo, pues se trata de alimentos ricos en proteínas, sustancias vitales para nuestra existencia, ya que crean células y tejidos, intervienen en reacciones químicas como la digestión o la transportación de oxígeno, permiten el movimiento de los músculos y hasta tienen actividad hormonal.

    Además, cuando buscamos adelgazar sin privaciones, las proteínas en la dieta pueden ser las mejores aliadas, gracias a que al consumirlas en grandes cantidades hacen que los depósitos de grasa se movilicen, activan la liberación de sustancias (cetónicos) que estimulan al sistema nervioso y reducen (inhiben) el apetito.

    Estas virtudes llevaron a expertos a crear programas para combatir obesidad y sobrepeso dando prioridad al consumo de estos nutrientes, de ahí el nombre de uno de los más famosos: dieta de las proteínas.

    Preparar un menú a base de alimentos ricos en proteínas y pobres en grasas y carbohidratos ayuda a que el organismo recurra a sus reservas de grasa para obtener la energía que necesita a diario. Así, la dieta se convierte en instrumento para el control de peso que le permite perder grasa mientras fortalece su masa muscular.

    Otra ventaja de las dietas proteicas es que incluyen alimentos que alivian la sensación de hambre sin necesidad de consumirlos en grandes cantidades y, por tanto, tampoco suministran al cuerpo calorías excesivas.

    Así, esta dieta rica en proteínas incluye alimentos como:

    Es importante mencionar que debido a que busca disminuir los niveles de grasa, la única carne que se suprime en la dieta proteica es la de cerdo y sus derivados.

    Como fuente de energía (carbohidratos) se consumen verduras frescas o cocidas de hoja ancha: acelgas -sin tallo-, berros, coles, espinacas o lechuga, una o dos porciones diarias.

    Los vegetales crudos deben servirse en raciones aproximadas de dos tazas, y de las cocidas, con una es suficiente. Para sazonar una ensalada, se recomienda hacerlo con un máximo de dos cucharadas de aceite de oliva.

    En cuanto a la preparación de los alimentos, deberán cocinarse a la plancha, hervidos o al horno, en tanto que la condimentación no presenta ninguna limitante.

    Gracias a esta dieta es posible bajar entre 400 y 800 gramos por día durante la primera semana, pasando a un ritmo más lento en la siguiente: uno o dos kilos en siete días.

    Si deseas seguir la dieta de las proteínas, es indispensable que busques la asesoría de un médico o nutriólogo para que controle su desarrollo, te ofrezca la mayor variedad de alimentos a consumir, y te recomiende los suplementos alimenticios más adecuados en caso de ser necesario. Es importante que se realice únicamente por una o, como máximo dos semanas, de acuerdo a las indicaciones de tu especialista.

    Un par de recomendaciones más: mientras realizas esta dieta rica en proteínas deberás practicar algún ejercicio al menos dos veces por semana, y tomar 2 litros y medio de agua al día, independientemente de la que bebes durante las comidas.

    Esto debido a que hay que tomar en cuenta que una dieta hiperproteica alta en carnes pone a trabajar en exceso al hígado. Otra razón para tomar suficiente agua con esta dieta es que, si no la acompañas con vegetales, no consumirás suficiente fibra y el intestino puede sufrir constipación si no le ayudas con ingesta de líquidos.

    Menú de la dieta de las proteínas

  • Si tienes más hambre puedes comer una rebanada de queso fresco o un huevo cocido.
  • dieta a zona cosce

    Ed e qui la mia domanda e da piu di un mese che nn perdo nemmeno 100 grammi.

    Vorrei perdere altri 8 kg per arrivare alla fine del mio percorso, ma sto andando in crisi.

    ho 32 anni, alto 180 cm e son partito da un peso di 144.9.

    Naturalmente a tavola ho evitato gli zuccheri semplici, la frittura,cibi grassi, mangio pochissimo pane e pasta 2 volte a settimana. Ovviamente le porzioni le ho dimezzate rispetto a prima.

    Faccio esercizi con il tapis rulant tutti i giorni (6 giorni a settimana) nel seguente modo:

    In 12 giorni ho perso 10,2 Kg. da 144.9 a 134.7.

    Devo arrivare intanto a 120 Kg nel modo (anche se correttamente) più veloce, senza però tralasciare il buon senso.

    ciao fulvio,mi chiamo sara,ho 22 anni e vorrei iniziare ad abbinare alla dieta anche il tapis roulant.. premetto che sono alta 160 cm e peso 68 chili… vorrei arrivare almeno a 60 chili per il momento… però sono indecisa sul programma da seguire per svolgere una buona e funzionante attività fisica fatta col tapis roulant.. in quanto ho timore che facendo tapis roulant in modo errato,rischio poi di gonfiare solo il muscolo senza un effettivo dimagrimento..se puoi darmi dei consigli sul da farsi..saluti

    Ciao Fulvio complimenti per tutto! Vorrei chiederti se è possibile dimagrire efficacemente solo camminando (io arrivo tranquillamente a camminare un’ora a 4,00 km orari) e senza nè alzare la pendenza nè correre. Purtroppo ho seri problemi alla schiena e quindi non posso fare queste ultime 2 cose… ma solo camminare con pendenza 0. Ho parecchi chili da perdere… che mi sici? grazie anticipatamente. Emma

    Ciao Emma, la cosa fondamentale sono il rapporto tempo tra questi 3 valori

    Se io assumo 3000 ckal al giorno ma ne ho bisogno di solo 2000 devo fare in modo di bruciare il restante 1000 come? muovendomi. Chiaro che se posso correre impiegherò meno tempo che ocn il camminare. Ma correre o camminare non modifica la qualità delle calorie consumate.

    Tutto sto casino per dire che: Camminare va benissimo, chiaramente devi farlo almeno per 2 ore al giorno, anche in orari differenti. Devi farlo tutti i giorni, dato che il corpo non deve recuperare dalla camminata, e deve cercare di assumere meno calorie, soprattutto mangiando prodotti che possano aiutarti, dai un occhio anche a questo articolo: http://blog.kestore.it/60-dimagrire-e-salute-fare-la-spesa-cibi-si-e-cibi-no/ e ad un importante articolo sul perchè si ingrassa e come dimagrire: Il circolo vizioso dell’insulina e glucacone

    Grazie mille! Sei stato gentilissimo: allora dovrò camminare tutti i giorni almeno 2 ore al giorno. Non sarà facile… ma mi impegnerò. Una sola cosa: non mi è chiaro se queste due ore, che dici posso fare in orari differenti, vuol dire che le posso suddividere nelì’arco della giornata: tipo un’ora la mattina e un’ora la sera, oppure devono essere continuative? Adesso vado a leggere l’articolo che mi segnali grazie ancora ciaooooo!

    certo le puoi suddividere anche se ricorda che per ottenere un risultato discreto è importante fare almeno 1 ora consecutiva, sotto ha poco senso e utilità

    Ciao Fausto, come prima cosa voglio ringraziarti per i consigli che dispensi su queste pagine, ne ho fatto uno strumento prezioso per raggiungere il mio obiettivo e gentilmente gradirei un tuo parere sull’allenamento che sto facendo sul tappeto. Ho iniziato a ottobre dell’anno scorso che pesavo circa 120kg. mangiando in maniera più sana e riducendo pasta e pane e cercando sempre di lavorare sui bpm zona grassi (ho quarantasette anni e i miei bpm zona grassi mi insegni che vanno dai 112 ai 129). Inizialmente facevo sedute sui quaranta minuti tre volte a settimana, nel tempo ho incrementato via via fino a giungere alle attuali sedute di allenamento pari a un’ora e mezzo (cinque volte a settimana) dove dopo i preliminari esercizi di streching seguiti da un tre/quattro minuti di camminata sui 4,5 faccio i primi venti minuti su bpm tra i 140/155. Passati i primi venti minuti rientro sui miei bpm zona grassi camminando sui 6,5/6,8 con inclinazione 2/2,5. Così facendo in un ora e mezzo faccio circa dieci chilometri e brucio sulle mille calorie (perlomeno è quello che riporta il display del mio Nordiktrack T.13). Vorrei chiederti cosa ne pensi, se ai fine del dimagrimento mi consigli di continuare così oppure se mi consigli di mutare qualcosa. Te lo domando perché spesso mi capita di leggere cose tipo: “Quando in palestra si eseguono sempre gli stessi esercizi, il nostro corpo impara quei movimenti fin quando non diventano così naturali che non ha bisogno di alcuno sforzo per eseguirli”. Mi confermi che la soluzione è è alternare gli esercizi rendendo l’allenamento diverso di volta in volta? Se è così in che modo, come posso fare?

    Dimenticavo: da ottobre 2013 a oggi ho perso circa trenta chili, ma il mio dubbio è se devo intensificare o cambiare qualcosa per perdere i restanti 25 chilogrammi. Ogni tuo consiglio mi sarebbe quanto di più gradito.

    Allora per dimagrire diciamo che ad un centro punto e per te questo può essere il punto giusto, non conta più il correre a battiti in soglia aerobica, ma differenziare l’allenamento.

    Tra non molto entrerai in una fase in cui non perderai più neppure un grammo, di conseguenza, diventerà frustrante correre e non ottenere risultati.

    2- variare l’allenamento (facendo 3-4 allenamenti settimana) su tre tipologia differenti io uso questa tecnica 1 di ripetute 1 piramidale 1 lungo lento

    cioè 1 in cui fai degli allunghi al massimo della velocità per 3 minuti con 3 minuti di recupero molto lento pe run totale di 7 volte. Piramidale è una cosa simile, di solito il più semplice è 200 mt di recupero 30 secondi di recupero 400 mt di recupero 1 minuti di recupero 800 di allungo 2 minuti di recupero 1600 mt di allungo 3 minuti di recupero, e poi si inverte 800 400 200. una votla a settimana fai più km cge puoi a passo lento. oggi parti con 10 sett prox con 12 poi 14 16 etcc sempre lento lento ….

    calcola che conquesti allenamenti tra 2-3 mesi puoi anche iscriverti ad una gara non competitiva e toglierti le tue soddisfazioni

    Grazie per la tua risposta, Fulvio. Dunque, tutto chiaro a parte due/tre piccoli dettagli:

    1. Su piramidale intendi 200 mt di allungo per 30 secondi di recupero ecc. ecc.? Altrimenti a vedere come mi hai scritto 200 mt recupero e 30 secondi di recupero non capisco dove sta la differenza.

    2. Quando parli di allungo intendi sempre al massimo della velocità?

    Grazie mille per il tuo aiuto e per i chiarimenti.

    si 200 mt di allungo e 30 di recupero, scusa

    per allungo intendo correre alla velocità massima che riesci a tenere per tutti 200 mt, fare 20 mt di scatto e poi diminuire sino a camminare non serve a nulla, deve essere una velocità tale da poterti fare una variazione minima solo sugli ultimi metri

    Ciao Fulvio, ho 52 anni, peso 92kg altezza 179cm, seguo una dieta che nelle ultime tre settimane mi ha fatto perdere circa 3kg e frequento un corso di nuoto perfezionamento avanzato 2 volte a settimana. Vorrei “integrare” il tutto con il tapis roulante e con un pò di corsa anche se avendo avuto l’operazione al crociato la corsa non è proprio che sia il top per il mio “vecchio ginocchio”. Che tipo di allenamento puoi consigliarmi? Utilizzare la bici potrebbe essere dia iuto sorattutto ora che la stagione comincia ad essere più mite?

    Caio Stefano, tu hai un tapis o una cyclette?

    Ciao Fulvio, scusa non ho precisato, ho un tapis roulant e una mountan bike con ruote stradali. Grazie Stefano

    peso corporeo ideale per bambini

    Constituidas por mezclas en las que predomina un determinado tipo de nutriente. Se incluyen, en este grupo, los suplementos proteicos y los polivitamínicos o minerales. Este tipo de preparaciones no deben utilizarse como único aporte nutritivo del paciente, al ser nutricionalmente incompletas.

    4. 1. 3. Fórmulas modulares, constituidas por un solo nutriente

    Los módulos más utilizados como suplementos son los de proteínas en polvo y los de triglicéridos de cadena media, en forma de aceite. Los suplementos y módulos de proteínas están indicados en dos situaciones: a) cuando el paciente rechaza o no tolera los alimentos protéicos (carnes, pescados, huevos y lácteos), pero mantiene una ingesta calórica adecuada, y b) en las fases de hipercatabolismo. La presencia de hipoproteinemia no indica, necesariamente, la necesidad de suplementación proteica; en muchas ocasiones es un signo de desnutrición crónica que debe tratarse adecuando, equilibradamente, la dieta. Los concentrados de proteínas en polvo permiten aumentar el valor proteico de alimentos pastosos, como sopas, triturados o papillas, y resultan muy útiles en pacientes anoréxicos puesto que no aumentan, significativamente, el tamaño de la ración.

    La correcta prescripción de un suplemento, exige el considerar individualmente, en cada caso, las necesidades nutritivas y el grado de ingestión espontánea. La valoración de este último debe ser objetiva, considerando la proporción que realmente se ingiere de una dieta de composición conocida, en un intento de detectar posibles déficits, sus causas, y proporcionar, al mismo tiempo, una orientación sobre la necesidad y el tipo de suplemento que se debe administrar.

    La ventaja de los suplementos nutricionales, frente al aporte de una cantidad superior de alimentos naturales, se basa en su presentación. Por una parte, las fórmulas líquidas o los concentrados en polvo, son fáciles de ingerir y, en general, son bien aceptados; por otra, el paciente los suele identificar como un medicamento, incorporándolos a su pauta terapéutica, obteniendo de esta forma un mejor cumplimiento. Sin embargo, los suplementos , sobre todo los energéticos, tienen como desventaja un importante poder de saciedad, lo que puede provocar una reducción en la ingestión de los alimentos de la dieta.

    4. 2. MEZCLAS NUTRICIONALES PARA NUTRICIÓN ENTERAL

    En cuanto a la Nutrición enteral propiamente dicha, las mezclas de alimentos naturales triturados han dejado prácticamente de utilizarse para dar paso a las fórmulas de preparación industrial, cuyas posibilidades de aplicación se han ampliado, considerablemente, en los últimos años, gracias al desarrollo de nuevas formulaciones y a los avances tanto en las técnicas de abordaje del sistema digestivo, a través de sondas, como en la fabricación de materiales para su administración.

    La disponibilidad actual, en estos campos, ofrece una gran gama de posibilidades para poder nutrir al paciente por vía digestiva en situaciones que, hasta hace poco tiempo, requerían un aporte parenteral, evitando los efectos adversos ocasionados por la ausencia de sustratos nutritivos sobre las mucosa intestinal. La utilización de estos preparados tiene como ventajas que su composición nutritiva se encuentra perfectamente delimitada, y su homogeneidad y fluidez permiten la administración a través de sondas de pequeño calibre (más confortables y con menores complicaciones que las gruesas). Otras ventajas son las derivadas de la reducción de los problemas de contaminación microbiológica de la fórmula y la adaptación a los diferentes grados de capacidad digestiva o metabólica.

    Las dietas enterales se pueden clasificar en función de diferentes variables (Tabla 4). Según el equilibrio nutricional, o más específicamente, el contenido proteico, las dietas pueden ser normoproteicas, hiperproteicas y especiales. En las primeras, la proporción de proteínas es similar a una dieta equilibrada, constituyendo un 12-18% del valor calórico total y con una relación calorico-nitrogenada en torno a 120-150 kcal no proteicas/gr de nitrógeno. En las segundas, la proporción de proteínas es superior al 18%, con una relación calorico-nitrogenada inferior a 120, lo que las hacen especialmente acosejables en las fases de estrés metabólico.

    Las dietas especiales son fórmulas voluntariamente desequilibradas para adaptarse a diversas situaciones metabólicas. El subgrupo denominado como dietas órgano-específicas están diseñadas para contrarrestar las alteraciones metabólicas que acontecen en determinadas disfunciones de órganos individuales, con el objetivo de contribuir a su recuperación funcional. En el mercado se disponen de fórmulas para la insuficiencia renal, insuficiencia respiratoria, diabetes e insuficiencia hepática.

    Otro subtipo de fórmulas especiales son las dietas sistema-específicas, cuyo objetivo básico sería el de intervenir en la recuperación funcional global del organismo mediante el aporte de determinados sustratos específicos, los cuales actuarían en la modulación de la respuesta orgánica frente a la agresión, con la doble finalidad de suplir los requerimientos metabólicos y la de reforzar los mecanismos de respuesta defensiva en el estado postagresión. Este tipo de intervención nutricional, denominada también como "inmunonutrición", parece inicidir sobre las complicaciones infecciosas y sus consecuencias (disfunción multiorgánica, estancia hospitalaria, mortalidad, etc.), si bien los beneficios de algunas de estas fórmulas se encuentran todavía en fase de evaluación. Dentro de estas dietas sistema-específicas, o "dietas-fármaco", se incluyen las que poseen aminoácidos de cadena ramificada, arginina, glutamina, nucleótidos, ácidos omega 3 (W-3) o fibra dietética.

    Según la densidad calórica, las dietas pueden ser de concentración estándar, cuando aportan entre 1-1,2 kcal/mL, fórmulas concentradas, con 1,5-2 kcal/mL, y fórmulas diluidas, con 0,5 kcal/mL. Las de concentración estándar son de uso más frecuente y las que inicialmente deben emplearse; las segundas estarían más indicadas en los estados hipercatabólicos o cuando se requiere una restricción de fluidos (p.e. en el S.D.R.A.) o de volumen (p.e. insuficiencia renal). Las fórmulas diluidas sólo se aceptan como indicadas en la fase inicial de tolerancia a la NE.

    Dependiendo de la osmolaridad, las dietas pueden ser isotónicas (osmolaridad inferior a 350 mOsmol/Kg), moderadamente hipertónicas (osmolaridad entre 350-550 mOsmol/Kg) o hipertónicas (osmolaridad es superior a 550 mOsmol/Kg). En general, en la elección de la dieta, deberia considerarse que su osmolaridad fuera lo más aproximada a la osmolaridad plasmática, es decir, alrededor de 300 mosm/L, ya que las fórmulas hiperosmolares se suelen asociar a una mayor incidencia de retención gástrica y diarrea.

    La forma de presentación distingue a las dietas líquidas de las de en polvo para dilución. Las primeras son las de elección, ya que su administración es más cómoda e higiénica, al no precisar practicamente manipulación alguna. Según el origen de los nutrientes de la fórmula, se distinguen los homogeneizados de alimentos naturales, que son los más parecidos a las mezclas de alimentos triturados, al ser elaborados a partir de alimentos naturales, y las dietas de fórmula definida, elaboradas a partir de nutrientes puros obtenidos artificialmente de los alimentos.

    Por último, y dependiendo de la forma química de los nutrientes, las dietas pueden clasificarse en poliméricas, oligo-monoméricas o dietas de fórmula definida y dietas modulares.

    A.- Dietas poliméricas : Son fórmulas nutricionalmente completas, en los que los tres nutrientes básicos (proteínas, hidratos de carbono y grasas) se encuentran en forma compleja, es decir, en forma de polímeros o macromoléculas. Las proteínas, intactas o parcialmente hidrolizadas, proceden de la ovoalbúmina, lactoalbúmina, caseína, proteínas de la carne y de extractos vegetales, especialmente de la soja. Las grasas se encuentran principalmente en forma de triglicéridos de cadena media (MCT) procedentes de aceites vegetales (fundamentalmente del maíz o la soja) y en menor proporción, aunque suficiente, de triglicéridos de cadena larga (LCT), así como monoglicéridos y diglicéridos (estos dos últimos para mejorar su absorción). Los hidratos de carbono se presentan, en su mayor parte, en forma de polímeros de glucosa obtenidos por hidrólisis enzimática del almidón de maíz, aunque también contienen cierta cantidad de disacáridos y oligosacáridos de la glucosa, sacarosa, fructosa, maltosa y dextrinomaltosa, los cuales contribuyen a mejorar el sabor. Prácticamente todas las dietas poliméricas carecen de lactosa y colesterol, y contienen vitaminas y minerales esenciales. En general, suelen ser isotónicas y su presentacion en forma líquida, mientras que la densidad calórica suele variar entre 0.6, 1.0, 1.5 y 2 Kcal/ml (Tabla 5), siendo el grupo de las que aportan 1 Kcal/ml el más empleado en la práctica clínica.

    Estas fórmulas constituyen las dietas por sonda habituales para los pacientes que conservan un tracto gastrointestinal normofuncionante, es decir con función digestiva y absortiva intacta.También son adecuadas como suplementos orales en aquellos pacientes que toleran la dieta oral normal, pero que por presentar unas necesidades nutricionales elevadas, éstas no pueden alcanzarse por dicha vía.

    Existen varios aspectos de interés en este tipo de dietas que merece la pena el analizar. Por una parte, es característico su alto contenido en grasa, de forma que representaría una parte importante del total de kilocalorías que aporta. De hecho, el contenido en grasa supone, en la que menos, un 14% (con un 23% como LCT) del total de kilocalorías de la dieta. Se ha propuesto que la reducción de la grasa en las dietas poliméricas podría ser más adecuada, respecto a las dietas de fórmula definida, en pacientes con enfermedad inflamatoria intestinal.

    Un grupo especial de dieta polimérica es la diseñada para pacientes con insuficiencia respiratoria hipercápnica que se encuentran bajo soporte ventilatorio mecánico, la cual presenta alto aporte de calorías en forma de grasas, lo que permite una menor producción de dioxido de carbono y, en consecuencia, facilitaría la progresión hacia la desconexión de dicho soporte. Otro grupo de dietas, es específico para la administración intrayeyunal, especialmente en aquellos pacientes con diarrea asociada a la NE. En otras dietas, el contenido calórico no proteico se realiza fundamentalmente a expensas de los hidratos de carbono, y aunque su osmolaridad es superior, por lo general, son bien toleradas cuando se administran por vía intragástrica e intrayeyunal, lo que las hace apropiadas para pacientes con esteatorrea o hiperlipidemia.

    De igual importancia al contenido calórico no proteico de la dieta, es su relación con el aporte de proteinas. La formulación en la mayoría de las dietas poliméricas se realiza para proveer, aproximadamente, 6,25 gr de proteína (1 gr de nitrógeno) por cada 150 Kcal, la cual es la que se ha demostrado más eficaz para la obtención de un balance nitrigenado positivo, o lo que es lo mismo, una síntesis neta de proteínas. Si no se aportan los requirimientos calóricos mínimos, el contenido proteico es utilizado como fuente de energía, incrementando la ureagénesis. Las dietas con altas relaciones calorías/nitrógeno son recomendables para pacientes con insuficiencia renal y hepática.

    Por otra parte, algunas de estas fórmulas contienen fibra alimentaria añadida, cuya presencia puede ser deseable, sobre todo en pacientes con SN enteral prolongado, pero hay que tener en cuenta que aumentan el coste sin que parezca mejorar el estatus clínico ni metabólico del paciente.5 Además, aumentan la viscosidad e interfieren en la absorción de algunos cationes divalentes como el calcio y el magnesio. Por último, cuando se utilizan estas dietas como único aporte nutritivo, debe valorarse el contenido de selenio de la fórmula, y si fuera necesario suplementar su aporte, ya que la mayoría no cumplen los mínimos requerimientos de aporte diario de selenio.

    B.- Dietas oligoméricas, monoméricas o de fórmula definida (Tabla 6): También son fórmulas nutricionalmente completas que contienen macronutrientes y micronutrientes, de forma tal, que no requieren una capacidad digestiva intacta para su digestión y absorción. Los hidrolizados de proteínas se encuentran en forma de oligopéptidos de 2-6 aminoácidos (o aminoácidos libres en el caso de las monoméricas) y poca cantidad de grasa, fundamentalmente en forma de MCT. No obstante, las cantidades de LCT son suficientes como para satisfacer las necesidades de ácidos grasos esenciales y vitaminas liposolubles. Los hidratos de carbono se encuentran en la misma forma que en las dietas poliméricas, y no contienen fibra alimentaria. La osmolaridad de este tipo de formulaciones es más elevada, debido al mayor número de partículas por unidad de volumen, y se suelen presentar en forma de polvo.

    Por su rapidez y facilidad de absorción, se encuentran indicadas siempre que existan alteraciones severas del tracto gastrointestinal que, en la actualidad, se reducen a los síndromes de malabsorción secundarios a enfermedad inflamatoria intestinal, síndrome de intestino corto, atresia intestinal, fístula biliar y pancreatitis. Este tipo de dietas, prácticamente, ha desplazado a las dietas denominadas como elementales o monoméricas (constituidas por aminoácidos libres en relación 25:65 entre esenciales/no esenciales, mono o disacáridos y un mínimo de grasa en forma de MCT y ácidos grasos esenciales), al demostrarse su mejor coeficiente de absorción, su menor osmolaridad y su mejor sabor. Otro factor negativo es su escasa palatabilidad, lo que limita su uso como suplemento oral.

    Un aspecto de interés es su contenido de sodio, el cual va a condicionar su concentración y, por tanto, el flujo de agua que tendrá lugar en el yeyuno. Así, en los casos de síndrome de intestino corto, especialmente en aquellos con resecciones extensas del colon, el contenido en sodio deberá incrementarse a más de 90 mmol/L para intentar garantizar la absorción adecuada de sodio y agua. De igual forma a como se señaló con las dietas poliméricas, debe considerarse la suplementación de selenio si su aporte a través de estas dietas es insuficiente, y su uso se va a prolongar en el tiempo.

    Existe controversia en la utilización de las dietas monoméricas, respecto de las poliméricas o las oligoméricas estándar, en pacientes con hipermetabolismo. Aunque parece que mejoran la síntesis de proteínas hepáticas y presentan una menor incidencia de diarrea, mantienen peor la masa intestinal sin representar de forma adicional una mayor ventaja en cuanto a su absorción. Algo similar parece ocurrir en los pacientes con enfermedad inflamatoria intestinal, sin bien, como se hará mención con posterioridad, con algunas ventajas suplementarias. Por último, se han diseñado dietas de fórmula definida especiales para aquellas patologías en las que los requerimientos nutricionales de aminoácidos se encuentran alterados de una forma específica, como la insuficiencia hepática, la insuficiencia renal y la inmunodepresión asociada a la agresión.

    C.- Dietas modulares o módulos nutricionales: Constituidos por un solo tipo de nutriente. Pueden utilizarse para enriquecer una fórmula en un nutriente determinado o para elaborar fórmulas para los pacientes cuyas limitaciones o necesidades no se ajusten a los preparados existentes. Los distintos modulos se diferencian entre sí por el tipo de nutriente que los constituyen, así como por la forma química en que se presentan. Aparte de los preparados de vitaminas y minerales, la industria farmacéutica dispone de módulos de distintos tipos de nutrientes para pacientes con fallo cardíaco, quemaduras, malabsorción, síndrome de intestino corto, trastornos del equilibrio ácidobase y diselectrolitemias (Tabla 7).

    El Grupo de Trabajo de Metabolismo y Nutrición de la SEMIUC, teniendo en cuenta las diferentes variables, ha establecido una clasificación de los principales tipos de formulaciones de nutrición enteral según se esquematiza en la Tabla 8.

    L'oncologo Franco Berrino su latte, zucchero, proteine: tutto quello che dobbiamo sapere su ciò che mangiamo

    Nel nostro mestiere di osteopati molto spesso ci troviamo a dare consigli alimentari ai nostri pazienti, ma soprattutto ci rendiamo conto che gran parte delle disfunzioni viscerali hanno alla base degli errori nell'alimentazione.

    Nonostante riteniamo che ognuno debba fare il proprio mestiere, per cui che l'alimentazione debba essere seguita da professionisti, ci piace elencare dei principi imprescindibili che il prof. Franco Berrino, nostro mentore e riferimento scientifico per questa materia, ci ha illustrato personalmente o attraverso dei video che riproponiamo in questo articolo. Su Tuttosteopatia.it più volte ci siamo occupati di alimentazione secondo i principi base del prof. Berrino (vedi sotto gli articoli correlati).