devo dimagrire in poco tempo

dieta fegato uova

  • Burro biologico di mucca o capra allevate a pascolo
  • Non temere di mangiare grassi. Cercare di ridurre i carboidrati e i grassi contemporaneamente è la ricetta per il fallimento. Ti farà sentire troppo debole e affamato e ti farà abbandonare i buoni propositi di perdere peso.

    Il miglior olio da cottura è l’olio di cocco. E’ ricco di grassi a catena media, che sono più sostanziosi degli altri e possono migliorare il tuo metabolismo in breve tempo (Leggi gli studi qui e qui).

    Non c’è ragione di aver paura dei grassi sani, molti nuovi studi hanno dimostrato che i grassi saturi non aumentano affatto i rischi di malattie cardiache (Leggi gli studi qui e qui).

    La proteina è il macronutriente che contribuisce più di tutti a darti un senso di pienezza. Mangiarne una quantità adeguata può accelerare il tuo metabolismo.

    Non aver paura di riempire un bel piatto colmo di vegetali. Ne puoi mangiare anche una buona porzione e non andrai oltre i 20-50 grammi di carboidrati netti al giorno.

    I vegetali e la carne contengono tutte le fibre, le vitamine e i minerali di cui hai bisogno per stare bene. Non c’è una necessità fisiologica di cereali nella dieta. Puoi tranquillamente farne a meno per un po’ e introdurli dopo aver smaltito il peso in eccesso (ma sempre in quantità equilibrate e adatte alla tua costituzione).

    Quindi fai 2-3 pasti al giorno così composti: grassi, proteine e vegetali. Questo ti permetterà di mantenerti entro il range di 20-50 grammi di carboidrati e abbasserà i livelli di insulina.

    Oltre alle 2 regole alimentari che ti ho mostrato, ci sono altri piccoli consigli che possono aiutarti a farti raggiungere il tuo obiettivo di peso in poco tempo.

  • Fare esercizio quotidianamente.
  • Bere acqua calda, tisane e tè: Soddisfa la tua sete bevendo. Spesso quella che crediamo sia fame, in realtà è solo disidratazione. Bere acqua lontano dai pasti migliora il metabolismo.
  • Usare piatti piccoli: Studi hanno dimostrato che si mangia automaticamente di meno se si usano piatti più piccoli. Strano, ma funziona (Leggi qui lo studio).
  • Dormire bene e a sufficienza: Una carenza di sonno è associata ad aumento di peso e obesità. Cerca sempre di dormire bene (Leggi qui lo studio).
  • Ridurre lo stress: Essere stressato può aumentare i livelli del cortisolo, che può causare accumulo di grassi sull’addome.
  • Se mantieni basso l’apporto di carboidrati e consumi soprattutto grassi buoni, proteine e vegetali, non c’è bisogno di contare le calorie.

    L’obiettivo più importante è ricavare 20-50 grammi al giorno di calorie dai carboidrati e il resto da proteine e grassi.

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    Il primo punto su cui focalizzarsi quando si decide di perdere peso è l’alimentazione: quando e cosa mangiare per dimagrire? La scelta dei cibi e le modalità di consumazione sono aspetti fondamentali di cui tener conto, sia che si decida di perdere qualche chilo sia che si comprenda quanto importante è la consapevolezza di ciò che si mangia per la salute del proprio organismo.

    Sapere quando e cosa mangiare per dimagrire rappresenta quindi il nastro di partenza da cui iniziare il proprio percorso di benessere. Se si resta costanti nel seguire alcune semplici regole, e se si abitua il proprio organismo a tutto ciò, i benefici ottenuti in cambio possono essere davvero molteplici, e non solo relativi al perdere peso.

    A parte situazioni soggettive – e patologiche – che devono essere valutate e seguite con l’aiuto di un medico, sapere cosa mangiare per dimagrire conduce alla scoperta di regole generiche che possono aiutare a perdere peso e in seguito a mantenere costante il proprio peso forma. Le regole basilari sono poche ma importanti: bisogna prima di tutto favorire il consumo massiccio di frutta e verdura fresche – meglio ancora se di stagione: queste consentono di apportare all’organismo la giusta quantità di sali minerali e vitamine di cui esso ha bisogno. Il consumo di carne (soprattutto di carne rossa) va limitato, mentre sarebbe preferibile evitare cibi molto grassi come salumi, fritti, pasta con condimenti troppo pesanti (basta un sugo leggero con delle verdure e un po’ di olio d’oliva) oppure evitare di utilizzare il burro per condire (sempre meglio un po’ di olio extravergine di oliva). Ottimi sostituti della carne sono soprattutto i legumi, fagioli e lenticchie in particolare, che apportano proteine e ferro (meglio ancora se abbinati ad agrumi che consentano di assumere vitamina C). Da non far mancare, poi, la presenza dei cereali integrali.

    Fra gli alimenti da favorire anche il pesce (pesce azzurro, merluzzo), importante perché consente di incamerare i preziosi acidi grassi omega-3, e la frutta secca, che si può utilizzare come spuntino di metà mattina o pomeriggio. Da limitare anche il consumo dei dolci e degli zuccheri: da preferire ad essi biscotti secchi, qualche pezzetto di cioccolato fondente, dolci che non abbiano creme, non siano troppo zuccherosi o troppo elaborati. Un’alimentazione sana che si rispetti deve essere abbinata anche ad una buona idratazione, per cui è consigliato bere almeno un litro e mezzo di acqua al giorno, anche due in caso di sudorazione abbondante.

    Lo schema ideale dell’alimentazione giornaliera dovrebbe prevedere in tutto cinque pasti: tre fondamentali – colazione, pranzo e cena – e due spuntini – a metà mattina e durante il pomeriggio. Lo scopo degli spuntini è soprattutto quello di non far giungere l’organismo troppo affamato al pasto successivo. La regola “mangiare poco e spesso” è quindi molto importante per dimagrire e mantenere il peso forma, così come la regola in base alla quale gli orari dei pasti dovrebbero essere sempre costanti.

    La colazione è forse il momento più importante della giornata, ragion per cui meglio mangiare in modo soddisfacente, variando le quantità in base al tipo di vita che si conduce (dinamico o sedentario). Lo spuntino di metà mattina o del primo pomeriggio possono essere costituiti da frutta secca, yogurt, spremute, biscotti secchi, frutta di stagione. Chi non sa rinunciare alla pasta, dovrebbe preferirne il consumo durante il pranzo. Per la cena è consigliato mangiare cibi leggeri, che possano essere digeriti in fretta: il corpo deve essere preparato per il riposo notturno, momento in cui, in genere, le calorie consumate sono davvero poche.

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    Per perdere peso la prima cosa da farsi è documentarsi in merito sugli alimenti utili e più apprezzati dagli esperti per perdere peso.

    In natura esistono alimenti per perdere peso ed altri meno indicati e quindi da evitare in caso interessi la graduale perdita di peso nel tempo. È opinione comune credere che per ottenere effettivi risultati nel corso di una dieta dimagrante, sia necessario rinunciare al piacere a tavola, ai cibi gustosi e alle porzioni soddisfacenti. In realtà non è necessariamente così, in quanto in natura sono disponibili numerosi cibi invitanti, a ridotto contenuto calorico, e capaci di fornire i nutrienti essenziali. A molti di questi elementi sono inoltre attribuite varie proprietà utili al miglioramento nostra salute; più precisamente molti di essi hanno addirittura la capacità di mantenere basso il tasso di glicemia e colesterolemia, prevengono disordini renali e cardiovascolari, e hanno spiccata azione antitumorale.

    Inoltre la maggior parte di questi cibi ha la fama di “brucia grassi”, in quanto in grado di accelerare quei processi biochimici atti al consumo dei grassi e all’apporto di energia metabolica. Anche la quantità dei cibi ingeriti per poter perdere peso, non deve necessariamente ridursi al minimo, anzi, dovrebbe aggirarsi intorno alle 1200 kcal giornaliere, fino ad un massimo di 1800 kcal, come invece propone il Dr. Charles Klein, che raccomanda di non scendere mai sotto le 1500 kcal. Inoltre, si può optare per cibi che sazino più degli altri, che soddisfino il palato ma che non apportino eccessivamente calorie. Nella lista seguente sono indicati quali sono questi cibi “miracolosi” e i motivi per i quali sceglierli nella nostra dieta dimagrante.

  • Mele: persino nella tradizione popolare si è sempre riconosciuta la validità delle mele come promotrici di buona salute, ma non tutti sanno che sono altrettanto valide anche per bruciare i grassi. Esse infatti sono ricche di fibra solubile, prive di sodio, grassi saturi e colesterolo; pertanto svolgono un’importante azione sul mantenimento del tasso ematico di glucosio e colesterolo costante, riducono il senso di fame, e mantengono bassa la pressione sanguigna. Inoltre per ogni mela ingerita si assumono solo 81 kcal.
  • Pane integrale: molte diete dimagranti prevedono l’esclusione dei carboidrati, quando invece questi non rappresentano una minaccia per la linea, anzi, sono una fonte naturale di fibre, e addirittura di proteine. È preferibile il consumo di pane scuro, come quello di segale, integrale, di cereale o di farina d’avena, preferibili a quello bianco perché maggiormente ricchi di fibre.
  • Caffè: anche il caffè è da sempre oggetto di dibattiti, per i suoi numerosi effetti dannosi, tra i quali ansia e insonnia; tuttavia basta non eccedere nel consumo, limitandosi ad un massimo di due tazze al giorno, eventualmente con l’aggiunta di latte scremato, e preferibilmente senza zucchero. Tra gli effetti benefici di questa bevanda vi è la sua capacità di accelerare il metabolismo, essendo uno stimolante, aiutando a bruciare anche il 10% in più delle calorie ingerite.
  • perdita di peso durante lo svezzamento

    I glucidi sono diversi e con caratteristiche che influenzano i livelli energetici del corpo. Si differenziano per quanto velocemente il tuo corpo li digerisce e per quanto velocemente il glucosio entra nel flusso sanguigno.

    Ci sono vari metodi di ricerca per l’assegnazione di un valore IG al cibo. In generale, il numero si basa su quanto un alimento aumenta i livelli di glucosio rispetto a quanto lo fa il glucosio puro. I valori dell’indice glicemico sono di solito divisi in tre categorie:

    le carote crude hanno un valore IG di 35. Vuol dire che se consumi 50 grammi di carote (zuccheri e amidi), dopo averle mangiate, hai il 35 per cento di glucosio nel sangue; anche perché non tutti i carboidrati immessi sono digeribili. Se tu assimili 50 grammi di glucosio puro hai ovviamente un valore pari a 100; anche perché completamente digeribile.

    Confrontando questi valori, quindi potresti avere meno difficoltà per fare scelte alimentari più sane. Ad esempio, una pagnotta di pane bianco ha un valore di IG di 70. Una pagnotta di pane 100% integrale con lievito naturale in IG di 40.

    Un regime dietetico con indice glicemico basso ha delle limitazioni, bisogna dirlo. I valori IG non riflettono la probabile quantità mangiata di un particolare alimento.

    L’anguria per esempio ha un valore di indice glicemico pari a 80; in teoria andrebbe nella categoria degli alimenti da evitare. In realtà l’anguria ha pochi glucidi digeribili in una porzione come può essere una fetta. Per non rispettare una dieta con indice glicemico basso, dovresti mangiare un’esagerazione di anguria per raggiungere il livello test di 50 grammi di carboidrati digeribili.

    Per ovviare a questo problema i ricercatori hanno pensato al carico glicemico (GL). Esso indica la variazione dei livelli ematici di glucosio quando si mangia una porzione tipo di cibo. Per esempio una porzione di cocomero (120gr) ha un valore GL uguale a 5 che viene considerata sana. A confronto, una porzione di carote crude (80 gr) ha un valore GL di 2.

    Un valore di GI non dice molto sui valori nutrizionali di un alimento. Il latte intero ad esempio ha un valore GI di 31 e un valore di GL 4 per una quantità di 250 ml. Però contiene molti grassi. Il latte intero, se stai scegliendo di perdere peso, potrebbe rivelarsi una scelta sbagliata.

    Il database GI pubblico non è un elenco completo dei cibi. Comprende solo gli alimenti su cui sono stati effettuati studi. Molti alimenti sani con indice glicemico inferiore non sono nel database.

    Il GI è influenzato da diversi fattori: come il cibo viene prodotto, come viene trattato e da come viene accostato ad altri cibi mangiati assieme.

    E’ un regime alimentare in cui vengono prescritti pasti contenenti cibi dall’indice glicemico basso. Esempi di alimenti con valori bassi, medi e alti GI sono i seguenti:

  • Basso GI: quasi tutta la frutta, carote crude, verdura a foglia verde, ceci, lenticchie , fagioli e la crusca di cereali.
  • Medio GI: ananas, uva passa, mais, banane, crusca di avena, pan bauletto integrale
  • Alta: riso bianco, pane bianco e patate
  • In generale, gli alimenti con bassi valori di GI sono digeriti e assorbiti in maniera più lenta. Quelli con elevati valori vengono assorbiti rapidamente.

    La dieta dell’indice glicemico e le altre diete commerciali che si basano sull’ IG forniscono diverse raccomandazioni per la dimensione delle porzioni e per il consumo di grassi e proteine. Non sempre, causa la fretta di raggiungere i risultati, queste raccomandazioni vengono seguite.

    Gli studi sui benefici delle dieta a basso indice glicemico hanno dato risultati contrastanti.

    Nel 2013, 23 studi clinici pubblicati sul basso indice glicemico e il basso carico glicemico, sono stati revisionati dai ricercatori. Essi hanno concluso che le diete erano

    efficaci quanto le altre alternative alimentari che inducono la perdita di peso.

    Quattro studi basati su diete a basso indice glicemico o diete a basso contenuto GL hanno dato statisticamente significativi miglioramenti nella perdita di peso, rispetto ad altre diete.

    In dieci studi i miglioramenti sono lievi. Non un miglioramento statisticamente significativo di perdita di peso.

    Inoltre i ricercatori hanno analizzato studi clinici confrontando due o più diete speciali alle varie linee guida dietetiche di diversi Paesi. Erano compresi l’American Diabetes Association e l’EASD (Associazione Europea per lo Studio sul Diabete). I risultati hanno mostrato che le diete a basso contenuto di carboidrati e le diete mediterranee danno migliori risultati per la perdita di peso, rispetto alle diete a basso indice glicemico. La nostra buona, sana, equilibrata dieta mediterranea comprende: olio d’oliva, legumi, cereali integrali, frutta, verdura e modeste quantità di carne e latticini.

    Un studio ad ampio spettro pubblicato nel 2010, ha seguito 773 partecipanti che avevano perso peso con una dieta a basso contenuto calorico. Durante i sei mesi successivi a questa perdita di peso, le persone che avevano seguito una dieta a indice glicemico basso o una dieta ricca di proteine erano più propense a seguire la loro dieta e non avevano riacquistato il peso che avevano perso. Tutto questo rispetto a chi invece aveva seguito una dieta ad alto contenuto glicemico e basso apporto di proteine.

    Il trattamento delle persone con diabete ha l’obiettivo di mantenere dopo il pasti, livelli medi di glucosio che siano più vicini possibile ai livelli di sicurezza. Questo stretto controllo serve per prevenire o rallentare lo sviluppo di complicazioni date dalla malattia.

    Alcuni studi clinici hanno dimostrato che un regime dietetico che limiti molto i cibi ad alto indice glicemico può aiutare le persone che soffrono di diabete. Sebbene gli effetti osservati, potrebbero essere attribuiti al basso contenuto calorico e all’alto contenuto di fibre delle diete prescritte nello studio.

    Le verifiche effettuate per valutare l’impatto delle diete a basso IG sul colesterolo hanno evidenziato in modo importante che possono abbassare il colesterolo totale. Sembra infatti che le lipoproteine a bassa densità (il colesterolo “cattivo”), diminuiscano con una dieta a basso indice glicemico contenente una buona dose di fibre alimentari.

    C’è una teoria sull’effetto che ha una dieta a basso indice glicemico sul controllo dell’appetito. Secondo questa, il cibo ad alto indice provoca un rapido aumento della glicemia, per cui la risposta insulinica è immediata. Dal picco glicemico però si ha un altrettanto rapido ritorno alla sensazione di fame. I cibi a basso indice glicemico quindi ritarderebbero la sensazione di fame. Le indagini cliniche di questa teoria hanno prodotto risultati contrastanti.

    Se è vero che una dieta che evita picchi glicemici diminuisce l’appetito, gli effetti sul lungo termine dovrebbero portare le persone che seguono una dieta del genere a mangiare meno e gestire al meglio il loro peso per lunghi periodi. La ricerca clinica fatta sul lungo termine non ha dimostrato questo effetto.

    Per mantenere il peso che hai ora, devi bruciare le stesse calorie che immetti nel tuo corpo. Affinché tu possa perdere peso, devi bruciare più calorie di quelle che consumi. Per dimagrire sarebbe meglio combinare la riduzione delle calorie della tua dieta e aumentare l’esercizio fisico.

    Selezionare i cibi in base all’indice glicemico o al carico glicemico aiuta a controllare il peso. Inoltre permette di avvicinarsi meglio ad un’alimentazione corretta e sana, poiché molti alimenti che si vanno a scegliere nella dieta a basso indice glicemico rientrano nell’elenco di cibi per la buona salute. I cereali integrali sani, la verdura, la frutta e i prodotti a basso contenuto di grassi, hanno per la maggior parte un valore glicemico basso.

    I ricercatori mantengono comunque una certa cautela sul consigliare di affidarsi in pieno all’indice glicemico degli alimenti:

    perdere peso con la dieta del minestrone

  • Las semillas de soja: 12 gr por cada 100
  • Si estás pensando en hacer una dieta proteica lo más aconsejable es acudir primero a un médico para no correr riesgos con la salud y si aun así la quieres hacer por tu cuenta no la sigas durante mucho tiempo para que no aparezcan esos problemas.

    Después algo importante es optar siempre por comer las proteínas procedentes de las carnes magras y de los pescados y cuando se consuman lácteos es mejor consumirlos en su versión semi-desnatados o desnatados y dejar las grasas para consumirlas a través de alimentos que contengan grasas saludables como en los aguacates, las nueces, el aceite de pescado entre otras.

    En cuento al consumo de carbohidratos a pesar de que tenga que ser mínimo es recomendable optar por los de tipo complejo, como son las pastas o los arroces integrales que conservan todo su valor nutritivo y además no nos creen picos de insulina y sobre todo si nos suministren la fibra que necesitamos en una dieta proteica.

    La dieta iperproteica propone una particolare alimentazione dedicata a chi vuol dimagrire tanto e velocemente, fatto possibile per via del ridottissimo consumo di carboidrati previsto, a favore di un’elevata quantità di proteine e grassi. Ha pregi e difetti: vediamo come funziona e un esempio su cosa mangiare nell’arco di una settimana.

    Sono varie le diete iperproteiche più conosciute, tra cui la dieta Dukan e la dieta Atkins, le quali si basano su un elevatissimo apporto di proteine. Secondo i nutrizionisti la quantità giornaliera raccomandata di proteine è pari al 20% dell’intero apporto, ma la dieta iperproteica non tiene conto di queste proporzioni, proponendo di aumentare notevolmente il consumo di proteine e grassi per ridurre invece il consumo di formaggi e di tutti i cibi contenenti carboidrati.

    Delicious beef steak on wooden table, close-up via Shutterstock

    Poiché è una dieta ricca di proteine, riduce l’appetito, allevia la fame ed elimina la sensazione di voler mangiare tra un pasto e l’altro: è anche grazie a questo effetto che permette una rapida perdita di peso, fatto possibile anche in una settimana per via della iniziale perdita di liquidi associata alla diminuzione drastica dei carboidrati. È particolarmente efficace nel favorire l’aumento della massa muscolare e nella riduzione del grasso corporeo, ecco perché è consigliata a chi fa assiduamente attività fisica.

    La dieta iperproteica induce il corpo a produrre chetoni, che permettono al corpo di trasformare i grassi in energia e di accelerare il metabolismo. La condizione metabolica che si viene a creare aumentando le proteine e riducendo i carboidrati si chiama chetosi, ed è proprio la chiave del successo di tale regime alimentare dimagrante.

    Seguendo questo tipo di dieta si dimagrirà infatti rapidamente, nonostante in realtà si perderà acqua, piuttosto che il grasso. Ottenendo pochi carboidrati, il corpo andrà infatti a utilizzare le sue riserve di glicogeno di glucosio, inoltre si andrà a diminuire l’apporto calorico derivante da zuccheri e carboidrati.

    Seguire una dieta iperproteica significa limitare innanzitutto il consumo di zuccheri e degli alimenti ad alto indice glicemico, soprattutto alla sera. Limitare al massimo il consumo di pane, riso, pasta e cereali evitando di associarli tra loro nel corso dello stesso pasto, e preferire invece frutta e verdura, cruda o cotta al vapore. Queste le regole da rispettare:

  • preferire le carni bianche, come pollo, tacchino e coniglio, e limitare il consumo di carne rossa non escludendola però del tutto dalla dieta;
  • limitare il consumo degli insaccati e della carne in scatola;
  • non saltare mai la prima colazione, che deve essere il pasto più abbondante della giornata;
  • almeno tre volte alla settimana sostituire la carne con il pesce e con i legumi;
  • bere moltissima acqua, almeno due litri al giorno;
  • aumentare il consumo di frutta secca;
  • come condimenti è preferibile usare l’olio extravergine di oliva, ma sono concessi anche altri grassi come burro e maionese (con moderazione);
  • scegliere gli yogurt senza zuccheri aggiunti.
  • In altre parole, sembrerà strano ma si può mangiare ad esempio del tacchino, prosciutto, burro e maionese ma non si possono mangiare patate, patate dolci, pane, pasta, pannocchie di mais o una torta di zucca.

    Baked marinated tofu with herbs and spices via Shutterstock

    Dopo aver appreso quali sono gli alimenti da preferire e quelli da limitare ed escludere, vediamo cosa è possibile mangiaredurante la settimana.

  • Colazione: una tazza di latte parzialmente scremato, caffè con 2 cucchiaini di zucchero, 4 fette biscottate, 4 cucchiaini di marmellata;
  • Pranzo: minestra di fagioli, 4 fettine di prosciutto crudo senza grasso, 80 grammi di radicchio rosso, 1 cucchiaino d’olio, 40 grammi di pane integrale;

  • Cena: 200 grammi di trota al forno, 2 cucchiaini d’olio, 100 grammi di melanzane ai ferri, 2 cucchiaini d’olio, 40 grammi di pane integrale.
  • Colazione: una tazza di latte parzialmente scremato, caffè, 2 cucchiaini di zucchero, 4 fette biscottate, 4 cucchiaini di miele;
  • Pranzo: bruschetta al tonno con 100 grammi di pane integrale, fagiolini lessi conditi con 2 cucchiaini d’olio;
  • Cena: 150 grammi di manzo ai ferri, 100 grammi di broccoli lessi con 2 cucchiaini d’olio e un panino integrale.
  • Colazione: 1 bicchiere di spremuta d’arancia, una brioche; Spuntino: una banana;

    Pranzo: fusilli (60 grammi) rucola e speck, 100 grammi di bietole lesse, 2 cucchiaini d’olio, pane integrale;

  • Cena: carpaccio con funghi e grana, 80 grammi di spinaci bolliti con 2 cucchiaini d’olio e un panino integrale.
  • Colazione: una tazza di latte parzialmente scremato, caffè, 2 cucchiaini di zucchero, 4 fette biscottate, 4 cucchiaini di miele;
  • Pranzo: 80g di spaghetti integrali con pomodoro, olio e grana, 100 grammi di erbette lesse, 2 cucchiaini d’olio, pane integrale;
  • Cena: insalata caprese, 80 grammi di asparagi bolliti con 2 cucchiaini d’olio e un panino integrale.
  • balli per dimagrire le gambe

  • Colazione: Una tazza di Latte (200 ml) con caffè e 2 fette biscottate integrali, oppure, 1 tazza di thè con uno Yogurt magro da 125 grammi
  • Pranzo: Una Tagliata di Carne con rucola + 2 patate bollite + 1 sorbetto al limone. 1 caffè
  • Cena: Pasta (60 grammi) condita con Ricotta (60 grammi) Rucola (60 grammi) + Finocchi (50 grammi) e 1 cucchiaino di Olio.
  • Questa dieta fornisce 1400 calorie al giorno ed aiuta a “sgonfiarsi”, cioè a combattere la ritenzione idrica presente nei tessuti e di coneguenza a perdere peso.

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    Questo regime alimentare è consigliato a chi ha spesso l’addome gonfio, le gambe e le caviglie appesantite.

    Deve essere seguita per due settimane, dando la prefernza ai giorni che precedono il ciclo mestruale, periodo in cui il ristagno di liquidi aumenta per effetto del calo degli estrogeni.

    E’ logico che se non si notano dei miglioramenti con questa dieta, bisogna chiedere la consulenza di un medico, in quanto è probabile che il gonfiore non dipenda dalle cattive abitudini alimentari, ma da qualcosa di più grave.

    Ti invito a leggere quest’altro articolo che ho scritto sul blog per sapere come seguire una dieta ipocalorica equilibrata

  • caffè e latte 200 ml dolcificato con un cucchiaino di zucchero
  • spaghetti 70 gr conditi con 100 gr di pomodoro
  • insalata di cannellini e fagiolini 300 gr conditi con un cucchiaino di olio extravergine di oliva
  • catalogna 150 gr fatta cuocere per 20 minuti
  • insalata di scalora 80 gr condita con un cucchiaino di olio extravergine di oliva
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  • macedonia di arance, mele, fragole 250 gr
  • riso bollito 80 gr condito con 120 gr di gamberetti saltati in padella, un cucchiaino di olio extravergine di oliva, prezzemolo
  • insalata di carote e rucola 150 gr condita con un cucchiaino di olio extravergine di oliva
  • spinaci 180 gr cucinati al vapore e conditi con un cucchiaino di olio extravergine di oliva
  • una fettina di carne ai ferri 200 gr pesata al netto degli scarti
  • insalata di pomodori e songino200 gr condita con un cucchiaino di olio extravergine di oliva
  • insalata tiepida di fagioli 100 gr, patate 100 gr, tonno sott’olio 60 gr e scaglie di grana 30 gr, condita con un cucchiaino di olio extravergine di oliva
  • Ti invito a leggere quest’altro articolo che ho scritto sul blog per sapere come seguire una dieta ipocalorica equilibrata

  • caffè e latte 200 gr con un cucchiaino di zucchero
  • pasta 80 gr condita con un cucchiaio di ragù
  • insalata di carote, indivia e mais 200 gr condita conj un cucchiaino di olio extravergine di oliva
  • zuppa di legumi (25 gr di fagioli, 25 di lenticchie) condita con un cucchiaino di olio extravergine di oliva e uno di grana
  • prosciutto crudo magro 30 gr pesato al netto degli scarti
  • un caffè con mezzo cucchiaino di zucchero
  • gnocchi di patate 200 gr conditi con 100 gr di pomodoro fresco ed un cucchiaino di grana
  • insalata di carciofi 150 gr e grana 30 gr condita con un cucchiaino di olio extravergine di oliva
  • filetto di merluzzo in umido 150 gr cotto con 100 gr di pomodoro
  • spinaci 150 gr conditi con un cucchiaino di olio extravergine di oliva
  • caffè e latte 200 gr dolcificato con un cucchiaino di zucchero
  • insalata di verdure e carote 150 gr condita con un cucchiaino di olio extravergine di oliva
  • minestra di patate 100 gr e porri 150 gr in brodo di carne
  • erbette 150 gr condite con un cucchiaino di olio extravergine di oliva
  • riso 80 gr condito con un cucchiaino di burro e 15 gr di parmigiano
  • radicchio rosso 60 gr e zucchine lessate 150 gr condite con un cucchiaino di olio extravergine di oliva