dieta lenta ma efficace

cosa mangiare per dimagrire colazione pranzo e cena

Anche se un’attività aerobica regolarmente programmata è la cosa migliore per perdere grasso, qualsiasi movimento in più aiuta a bruciare calorie. Potrebbe essere più facile inserire nella vostra giornata dei momenti di attività fisica. Riflettete sugli strumenti che consentono di aumentare l’attività fisica durante il giorno, per esempio preferite le scale all’ascensore oppure parcheggiate lontano dal negozio.

Non è sufficiente mangiare cibi sani e fare esercizio fisico per poche settimane o mesi. Dovrete far sì che questi comportamenti diventino parte del vostro stile di vita. I cambiamenti dello stile di vita iniziano nel momento in cui si cominciano a mettere in discussione le proprie abitudini alimentari e la routine quotidiana. Dopo aver valutato le vostre sfide personali relative alla perdita di peso, provate ad elaborare una strategia per cambiare gradualmente le vostre abitudini e gli atteggiamenti che hanno sabotato i vostri sforzi passati. E non basta riconoscere i cambiamenti da fare, ma dovrete pian piano concretamente affrontarli se avete intenzione di riuscire a perdere peso una volta per tutte.

E’ probabile che occasionalmente avrete qualche battuta d’arresto. Ma invece di rinunciare a tutto, basta ricominciare il giorno dopo. Ricordate che state pianificando di cambiare la vostra vita. Non succederà tutto subito, ma mirate ad uno stile di vita sano ed i risultati saranno apprezzabili.

Eccoci arrivati al termine delle feste Natalizie, o forse per qualcuno si dovrebbe dire “sopravvissuti” più che arrivati. Com’era prevedibile, ora il bisogno primario di molti, potrebbe essere quello di perdere peso velocemente dopo le grandi abbuffate.

Attenzione però, perché sia quel “velocemente” e sia quel “perdere peso”, sono entrambi concetti sbagliati già in partenza e possono creare non pochi problemi.

Partiamo innanzitutto dal perdere peso. Che cosa c’è di sbagliato in quest’affermazione? È molto semplice:

Dimagrire significa perdere grasso!

Questo è un argomento su cui insisto molto nei miei canali di comunicazione. Infatti avevo scritto anche un articolo dedicato.

Concentrarsi solo sul peso inteso come numero fine a se stesso non ti dice nulla; finché continuerai a preoccuparti solo di quello che dice la bilancia, non saprai mai in che direzione stai andando.

Mi rendo conto che sopratutto per le donne questo non sia facile da metabolizzare, in quanto vivono sempre un rapporto di amore e odio con la bilancia, ma noi dobbiamo preoccuparci di perdere grasso e non di perdere peso in linea generale, perché se perdiamo invece preziosi muscoli, stiamo creando uno scenario horror, che in seguito ci porterà ad accumulare nuovamente grasso.

Sarebbe opportuno quindi fare una valutazione della composizione corporea (bioimpendenza, plicometria) o piuttosto basarsi sulle circonferenze corporee o addirittura sullo specchio!

Attenzione poi all’effetto “panico” tipico di queste ricorrenze…

Difficilmente si ingrassa di molto in pochi giorni di vacanza, ma sicuramente puoi ingrassare quanto basta per buttare via i sacrifici delle ultime 8-12 settimane. C’è chi si limita durante le vacanze, c’è chi non lo fa per nulla e c’è anche chi sa come sfruttare i pasti (anche ipercalorici) per mettere su massa muscolare.

Velocemente poi è una parola abusata, la gente ha sempre molta fretta e poca voglia di fare sacrifici…ma quando si dimagrisce molto in fretta, i tessuti restano molli come sacchetti vuoti.

Il passo fondamentale quindi è curare ovviamente l’alimentazione e dedicarsi alla costruzione della parte buona della nostra composizione corporea, ossia la massa muscolare, così da riempire quello che c’è sotto. E non svuotarsi con approcci sbagliati, tipo ore e ore di aerobica e diete da fame.

Quando ti propongono programmi o metodi dimagranti che includano la parola “velocemente“, stanno solo facendo leva sulle tue debolezze.

Fare le cose con criterio è per gradi è sempre e comunque la soluzione migliore (salvo casi patologici che vanno gestiti in ambito medico).

Non esistono obiettivi impossibili, ma solo scadenze irrealistiche…

Vediamo ora alcuni quali alcuni step non per perdere peso velocemente, ma per dimagrire correttamente e disintossicarti dagli stravizi.

Lascia nei supermercati tutto ciò che trovi impacchettato e pronto al consumo. E non intendo solo i terribili pasti già pronti e/o precotti, ma anche ciò che non manca mai sulle tavole degli italiani: pane, grissini, pasta, pizza, cracker, merendine, prodotti da forno.

Le vite delle persone sono spesso condite da questi “eccessi di farinacei“, che tra glutine, acrilammide, zuccheri e risposte insuliniche, non fanno altro che rendere appesantiti e ingolfati.

Scegli invece ad esempio di recuperare i carboidrati da alimenti più naturali come frutta, verdura e tuberi. Associando le immancabili proteine di uova, carne e pesce.

A maggior ragione in questo momento in cui probabilmente molti si sentono appesantiti dalle abbuffate natalizie, non c’è cosa migliore che puntare su un modello di alimentazione naturale.

Stabilisci i tuoi fabbisogni corretti in base alle tue attività. Altrimenti significherebbe fare le cose a caso o peggio ancora copiare da qualcun altro o da qualche rivista.

Puntare sullo sviluppo muscolare è un passaggio fondamentale. Questo garantisce un metabolismo più elevato e più efficiente, proprio nell’ossidare i grassi.

Associa a questo la giusta attività aerobica per la salute dell’apparato cardiovascolare, per ossigenare meglio i tessuti, per far lavorare meglio i mitocondri…non per dimagrire.

La semplice acqua! Che è una componente fondamentale del nostro organismo. Costituisce gran parte del peso corporeo ed è fondamentale per mantenere attiva e sana la funzione renale e l’organismo in equilibrio.

E non dimentichiamo che è fondamentale per mantenere correttamente idratata la preziosa massa muscolare.

Nell’acqua avvengono tutti gli scambi metabolici tra le cellule e inoltre è il mezzo attraverso cui vengono eliminati dal corpo i cataboliti, cioè i processi di rifiuto del nostro organismo.

Acqua quindi, non bibite, bevande, tè (che tra l’atro disidrata) ecc. che nel quantitativo totale giornaliero, non fanno testo.

La sedentarietà è il peggior nemico della salute e della forma fisica. Le persone passano troppo tempo sedute! Nella vita media di molti, ci sono 8 o più ore di ufficio che sono già una mazzata per l’organismo, in più come se non bastasse si arriva a casa e ci si svacca sul divano. Pessima scelta!

Il nostro metabolismo ha bisogno di essere attivo…i mitocondri devono poter lavorare durante la giornata.

Cammina, muoviti, inserisci delle sedute di esercizio aerobico. Essere sempre attivi è fondamentale. A costo di fare piani di scale in ufficio o degli squat nel bagno!

ricette sane per perdere peso

La bilis almacenada en la vesícula biliar se libera cuando los alimentos grasos entran en el intestino delgado.

El estómago es un saco muscular que es importante para absorber alimentos y prepararlos para la posterior digestión.

El hígado produce bilis y es la primera parada para la mayoría de los nutrientes que son absorbidos durante la digestión.

Epiplón es otra palabra para referirse a la capa de grasa que cubre a los órganos internos.

El intestino delgado es la parte del cuerpo donde se absorben la mayoría de los nutrientes de la comida ingerida.

El duodeno juega un papel importante para controlar el vaciado del estómago en el intestino delgado.

I legumi sono l’alimento più adatto a farci raggiungere gli obiettivi del mese di maggio: contrastare allergie e pigrizia intestinale, tonificare l’apparato circolatorio, prevenire colite e intolleranze alimentari e abbassare i livelli di grassi nel sangue. Inoltre pare che un consumo di due porzioni giornaliere aiuterebbe a ridurre il girovita. Ad affermarlo è uno studio apparso sulla rivista Journal of the American College of Nutrition opera dei ricercatori della University of Otago (Nuova Zelanda). L’integrazione dei legumi nella dieta avrebbe come effetto, secondo i risultati dello studio, una significativa riduzione del girovita pari a circa 3 centimetri. Quest’ultimo parametro è molto importante nello stabilire le complicanze dovute ai chili di troppo. Diversi studi infatti hanno dimostrato che basta misurare girovita e indice di massa corporea per avere un’idea abbastanza precisa del livello di rischio cardiovascolare. Un aiuto inaspettato anche per la pressione sanguigna.

I benefici del consumo di legumi non si esaurisce però al solo girovita. Sempre secondo lo studio dei ricercatori neozelandesi, fagioli e piselli aiuterebbero a tenere controllata la pressione sanguigna e il livello di trigliceridi circolanti nel sangue. I legumi (piselli, fave, fagioli, ceci, lenticchie, soia) sono la più importante fonte proteica vegetale e contengono inoltre discrete quantità di carboidrati e piccole percentuali di grassi vegetali polinsaturi di elevato valore nutritivo.

– I legumi non affaticano il fegato. Le proteine vegetali sono più leggere da assimilare di quelle animali.

– Aiutano a ridurre il colesterolo. Le fibre e i sali presenti nei legumi liberano il sangue dal surplus di grassi.

– Evitano la stipsi. Grazie alla cellulosa in essi contenuta, favoriscono l’espulsione delle scorie tramite le feci.

Gonfiori intestinali e flatulenza

Molte presentano entrano gonfiori e flatulenza dopo aver mangiato legumi. In effetti, se non si segue una precisa procedura di preparazione e cottura, i legumi potrebbero generare difficoltà gastriche e meteorismo.

Se non acquisti legumi già decorticati, è necessario l’ammollo di 12-24 ore: ammorbidendo la cuticola che riveste il seme si riducono i tempi di cottura e si aumenta la digeribilità.

L’ammollo serve anche a disperdere le sostanze antivitali (come l’acido fitico) contenute nel legume allo stato secco. Quest’acqua dell’ammollo, che deve essere cambiata almeno 1-2 volte, non deve essere utilizzata per la cottura. Non aggiungere sale né durante l’ammollo né durante la cottura: il sale indurisce l’involucro del seme.

Per evitare flautolenze eccessive, è possibile approcciarsi ai legumi a partire da quelli più leggeri come le lenticchie rosse decorticate. Anche assumere i legumi sotto forma di purè può aiutare.

Infine introducete poche quantità di legumi per volta.

I ceci combattono i trigliceridi

Tra i legumi i ceci sono quelli più calorici. Oltre a essere ricchi di amido, vitamine e acidi grassi (acido linoleico), i ceci contengono anche saponine, sostanze che aiutano a eliminare trigliceridi e colesterolo dall’intestino. Hanno una buona percentuale di cellulosa ma devono essere consumati con attenzione da coloro che soffrono di patologie gastrointestinali. Così come per gli altri legumi, i ceci sono più digeribili se privati dell’involucro che li avvolge.

I fagioli abbassano la pressione

Rispetto alla soia i fagioli hanno un contenuto più basso di proteine e per assimilarne al meglio i nutrienti bisogna consumarli insieme a riso o pasta integrali. Con questo abbinamento, infatti, si ottiene un apporto proteico e di aminoacidi ottimale. Studi recenti sui fagioli rivelano che il consumo abituale di questo legume migliora la pressione e riduce il peso.

Con la soia ti proteggi dal cancro al seno

I fagioli di soia (azuki) contengono preziosi agenti antiossidanti (gli isoflavoni) in percentuale maggiore rispetto ad altri legumi: sono molecole capaci di influenzare i processi legati alla crescita incontrollata di cellule tumorali. La quantità consigliata giornaliera di fagioli per sfruttarne l’effetto antitumorale è di 50 grammi. Gli azuki si trovano facilmente nei negozi di alimentazione naturale. Attenzione però: la maggioranza della soia in commercio è transgenica; bisogna accertarsi che non si tratti di soia modificata geneticamente.

Le fave ripuliscono il colon

Le fave si possono consumare secche o fresche. Se private del tegumento non necessitano di ammollo e se ne ricava una purea dolciastra. Se le consumiamo secche bisogna lasciarle in ammollo come per i ceci e i fagioli. Le loro proteine sono un valido sostituto di quelle animali e, in più, mantengono attivo l’intestino.

Le lenticchie sono antiossidanti

Le lenticchie sono ricche di zucchero, proteine, ferro e rame. Sono i legumi più digeribili e antiossidanti. Prima di cucinarle bisogna lavarle sotto il getto dell’acqua.

AVALIAÇÃO DA QUALIDADE PROTÉICA DE UMA DIETA ESTABELECIDA EM QUISSAMÃ, RIO DE JANEIRO, ADICIONADA OU NÃO DE MULTIMISTURA E DE PÓ DE FOLHA DE MANDIOCA

PROTEIN QUALITY EVALUATION OF A DIET ESTABLISHED IN QUISSAMÃ, RIO DE JANEIRO, BRAZIL, ADDED OR NOT WITH MULTI-MIXTURE AND POWDER OF CASSAVA LEAF

O trabalho avaliou a qualidade protéica da dieta consumida por crianças desnutridas do município de Quissamã, Rio de Janeiro, e adicionada da multimistura ou do pó de folha de mandioca, utilizando 48 Rattus norvergicus, Wistar, machos, com 24 dias, pesando 58,95 g, recebendo água e ração ad libitum. Na primeira fase, denominada de Desnutrição, os animais foram distribuídos em grupo controle, alimentados com ração à base de caseína, grupo Quissamã alimentados com ração à base da dieta estabelecida em Quissamã, ambos com n=8 animais, e grupo aprotéico com n=32, recebendo uma dieta isenta de proteínas durante 10 dias. Na segunda fase, denominada de Recuperação, com duração de 18 dias, o grupo central e o grupo Quissamã permaneceram recebendo a mesma ração. O grupo aprotéico foi desmembrado em grupo desnutrido controle, alimentado com a mesma ração do grupo central e grupo desnutrido Quissamã, alimentado com a mesma ração do grupo Quissamã e mais dois grupos desnutridos recebendo a ração do grupo desnutrido Quissamã adicionada com o pó de folha de mandioca (grupo desnutrido Quissamã + folha de mandioca) e da multimistura (grupo desnutrido Quissamã + multimistura). Para o grupo controle e o grupo Quissamã foram determinados o Coeficiente de Eficácia Protéica e a Razão Protéica Líquida, nos quais o grupo controle mostrou diferenças significativas em relação ao grupo Quissamã que obteve Razão Protéica Líquida e Coeficiente de Eficácia Protéica relativos de 71,54% e 66,04%, respectivamente. Para os grupos desnutridos foi determinado Coeficiente de Eficácia Proteíca modificado, sendo o grupo desnutrido controle diferente significativamente dos grupo desnutrido Quissamã, grupo desnutrido Quissamã + folha de mandioca e grupo desnutrido Quissamã + multimistura que apresentaram Coeficiente de Eficácia Protéica relativo de 78,10%, 75,72% e 74,67% respectivamente. Conclui-se que a adição da multimistura ou do pó de folha de mandioca não causou impacto sobre a qualidade da dieta estabelecida em Quissamã, não tendo melhorado sua capacidade de recuperar a desnutrição.

Termos de indexação: multimistura, pó de folha de mandioca, dieta, ratos, qualidade protéica, qualidade dos alimentos.

The following experiment tested the quality of proteins present in the diet of undernourished children in the city of Quissamã, Rio de Janeiro, and then conducted the same tests adding variables: multi-mixture or powder of cassava leaf. The subjects used were 48 Rattus norvergicus, Wistar, males, 24 days old, and weighing 58.95 g. They were fed water and ration ad libitum. In the first phase, called Undernourishment, the animals were divided into three groups: control group, Quissamã group and no proteins group. The control group was fed a ration based on casein and the Quissamã group was fed a ration based on the Quissamã diet. Both of these groups had 8 rats. The no proteins group, with 32 animals, was fed during 10 days a diet with no proteins. In the second phase, called Recovery, which lasted for 18 days, the control group and Quissamã group were fed the same diet. The no proteins group was subdivided into four groups: the undernourished control group, which was fed the same diet as that of the control group; the undernourished Quissamã group, which was fed the same diet as that of the Quissamã group; the undernourished Quissamã group plus powder of cassava leaf; and the undernourished Quissamã group plus multi-mixture. Then, the Protein Efficiency Ratio and the Net Protein Retention were determined for both the control group and the Quissamã group. The results showed significant statiscal differences between these two groups, with the Quissamã Group reaching relative Net Protein Retention and Protein Efficiency Ratio of 71.54% and 66.04 respectively, in relation to the control Group. The Protein Efficiency Ratio Modified was determined for the undernourished groups. The undernourished control group showed significant statiscal differences in relation to the other groups. In this case, the undernourished Quissamã group, the undernourished Quissamã group plus powder of cassava leaf and the undernourished Quissamã group plus multi-mixture reached Relative Protein Efficiency Ratio Modified of 78.10%, 75.72% and 74.67% respectively in relation to the undernourished control group. These tests showed that the presence of the multi-mixture or the powder of cassava leaf in the Quissamã diet had no positive effects in the diet quality since there were no signs of improvement of undernourishment in the animals tested.

Index terms: multi-mixture, powder of cassava leaf, diet, rats, protein quality, food quality.

allenamento per dimagrire youtube

La colazione è sempre la stessa nell'arco di tutte e due le settimane e quindi, l'utilizzo di tè oppure di caffè, purché sia senza zucchero, è sempre consigliato. Per pranzo, invece, una bistecca, insalata e un po' di frutta, mentre per cena, prosciutto cotto a volontà. È anche possibile scegliere, invece, di mangiare due uova sode, piuttosto che la bistecca per pranzo. E' anche bene variare sempre sulle verdure utilizzate nel proprio menù quotidiano.

Per colazione si deve consumare sempre caffè nero, oppure tè senza zucchero, mentre per pranzo carne oppure uova, con contorno di carote crude oppure bollite e in alternativa del formaggio svizzero light. Per cena, invece, è consigliabile consumare frutta e yogurt, poiché ci sono due tipologie diverse di secondi, all'ora di cena non è previsto un piatto principale.

Per colazione, oltre a caffè nero, si possono anche consumare delle carote con limone, mentre invece a pranzo pesce al vapore e pomodori. Per cena, prevista una bistecca con un contorno di insalata.

La colazione è sempre povera di cibo, in quanto piuttosto prevista con caffè senza zucchero, per pranzo pollo alla griglia e per cena due uova sode e carote.

Per colazione si può bere te o caffè senza zucchero, così come nell'arco di tutta la settimana. Per il pranzo, invece, una bistecca alla griglia e frutta, mentre per cena si può mangiare qualunque cosa desideriate.

Come appare fin da subito, in questa dieta mancano comunque delle sostanze nutritive necessarie per il corpo, ma seguendola per circa 15 giorni si potrà perdere molto peso e di conseguenza, si avrà la possibilità di rimettersi in forma velocemente. A questa dieta può essere anche abbinata l'attività fisica, in quanto le proteine saranno in grado comunque di aiutare il corpo nell'esercizio fisico.

Dopo le due settimane di dieta Plank, per così dire ferrea, allora sarà necessario seguire una dieta di mantenimento perché l'organismo dovrà abituarsi a mangiare in modo più variegato. Il rischio potrebbe essere quello di perdere tutto il lavoro fatto e di acquisire tutti i chili persi. Il mantenimento della dieta Plank prevede due fasi in particolare.

La prima fase deve essere eseguita scegliendo per colazione di inserire lentamente latte magro e fette biscottate e poi un pranzo, con una porzione di pasta di circa 50 grammi. Per secondo, qualcosa di proteico. Per cena, invece, è bene puntare sulla verdura e su di una piccola porzione di formaggio o di prosciutto oppure uova.

La seconda fase del mantenimento che avviene 3-4 giorni successivamente alla prima fase, prevede di consumare 50 grammi al massimo di biscotti secchi e poi successivamente, inserire latte magro e caffè. Per pranzo la porzione di pasta è di un massimo di 70 grammi circa ed è possibile consumare una porzione di carne o di pesce. Per cena si può optare per prosciutto, uova e pizza massimo due volte a settimana. In più, tutte le tipologie di secondi possibili, purché in quantità moderate.

I condimenti devono essere sempre moderati e non bisogna esagerare con alcool, maionese, oppure burro. Nella fase successiva sarà possibile anche consumare una volta a settimana frittura e poi optare per dei rustici ogni tanto, purché in condizioni moderate.

La dieta Plank è molto chiacchierata ed ha attirato una serie di opinioni discordanti, che chiaramente bisogna prendere in considerazione prima di iniziare questo regime alimentare.

Gli utenti si pongono diverse domande rispetto a questo regime dietetico ed è bene capire, innanzitutto, se possiamo seguirla, se abbiamo le condizioni di salute necessarie per portarla avanti. La dieta funziona in quanto è possibile perdere chili facilmente e addirittura si possono perdere fino a 10 kg in 15 giorni però è chiaro che può comportare dei problemi di salute. Molte persone, così come si può leggere nei numerosi forum dedicati, parlano di difficoltà dovute ai forti sensi di fame ed alla mancanza di energie. In generale, seguendo un valido mantenimento e facendo anche attenzione alle dosi ed alle quantità previste nelle fasi iniziali della dieta, ovvero nei 15 giorni dopo il dimagrimento ferreo, si può ottenere il risultato sperato. D'altronde il principio di funzionamento delle dieta Planck è semplice, ovvero l'eliminazione di carboidrati e grassi e quindi pasta, pane, dolci, eccetera ( altre informazioni utili sull'argomento dieta senza carboidrati le trovate sul link suggerito )

Una controindicazione è che con questo regime reni e fegato vengono sollecitati maggiormente a causa dell''assunzione di soli cibi proteici. Chi soffre di problemi a questi due organi dovrebbe quindi evitare di seguire questa dieta. E comunque andrebbe sempre consultato preventivamente il proprio medico curante e un nutrizionista per evitare effetti collaterali o danni irreparabili.

Per perdere peso e mantenere la linea conquistata è necessario mangiare con gusto, fare un po’ di attività fisica, ridere e fare l’amore.

In forma senza stress, è questo il nuovo obiettivo da raggiungere. Uno studio dell’Oregon Health & Science University ha infatti rilevato che la deprivazione alimentare non solo non produce significativo dimagrimento ma si accompagna a una riduzione dell’attività fisica.

La ricerca è stata condotta su alcune scimmie femmine alle quali è stato decurtato il 30% dell’introito calorico quotidiano per 4 settimane: non sono dimagrite e hanno abbassato i loro consueti standard di attività.

Ed è questa la risposta dell’organismo alle diete in genere: il metabolismo basale rallenta per sopperire alla ridotta introduzione di energia bruciando meno calorie.

Allora, quale stile a tavola scegliere? Il proprio. Per non ingrassare e per rimanere in linea va sì rispettata la piramide alimentare (carboidrati, verdura, frutta, poche proteine, pochissimi grassi) ma tenendo conto dei gusti personali.

  • È molto difficile resistere a lungo a privazioni e restrizioni di cibi particolarmente amati.
  • Rinunciare a ciò che piace influisce in modo negativo sull’umore.
  • Una dieta troppo rigida rischia di isolare anche a livello sociale: per non incorrere in tentazioni si finisce col rifiutare inviti e serate.
  • I sostitutivi del pasto (barrette, beveroni, ecc.) possono venir letti dal nostro cervello come semplici snack, con la spiacevole conseguenza di avvertire, a breve distanza di tempo, un urgente bisogno di un piatto di spaghetti.
  • Via libera, allora, a un’alimentazione equilibrata e variata. Secondo i dettami degli scienziati dell’Oregon, non è necessario escludere alcun alimento, basta ridurre le porzioni per ottenere buoni risultati. Concessa anche qualche “trasgressione”. Ma va vissuta senza sensi di colpa e stress, pena il calo dell’autostima, ben più ardua da recuperare rispetto a un paio di chili da smaltire.

  • Il piccante brucia. Pepe nero e peperoncino contengono una sostanza che contribuisce a bruciare un certo numero di calorie assunte nel pasto. Un giro di pepe su carne, pesce e verdure, un tocco di peperoncino nei sughi.
  • A colazione, scegliere gallette di riso o mais, pane azzimo e farinacei senza lievito: in breve tempo la pancia sarà meno gonfia.
  • Sempre valido il consiglio di bere almeno un litro e mezzo d’acqua al giorno. Ottimo il tè verde.
  • Sport a tutti i costi? No grazie. Per essere in forma e stare bene con se stessi non è necessario sfiancarsi in palestra. Se l’attività fisica organizzata non piace, basta cogliere ogni occasione per fare un po’ di movimento.

    Così, non trovare mai parcheggio sotto l’ufficio non sarà più motivo di stress ma la chance per camminare un po’ di più. Qualcuno si è preso la briga di calcolare quanti passi al giorno sarebbe necessario fare per mantenersi in linea e perdere peso: 14.000.

    Quindi, dimenticate ascensore e scale mobili e prendete la bicicletta ogni volta che potete per fare piccole spese o commissioni. 20 minuti di movimento a giorni alterni sono sufficienti affinché tutto l’organismo ne tragga beneficio.

    Quando il sovrappeso non è eccessivo ma il grasso va a depositarsi in alcune zone del corpo, oltre a un’alimentazione corretta e all’attività fisica, utile a tutti, si può pensare di ricorrere a prodotti per l’estetica o massaggi.

  • Alcune creme hanno un effetto ipertermico: sulla zona da trattare (pancia, glutei, cosce…) favoriscono la circolazione e quindi il flusso del sangue. In questo modo, potrebbero favorire lo smaltimento del grasso localizzato.
  • I massaggi più indicati sono quelli drenanti, che permettono l’eliminazione dei liquidi e delle tossine. In genere, comunque, un buon massaggio in sé stimola la circolazione ematica.
  • Una bella risata piena coinvolge tutto il corpo e riattiva la circolazione, ballare, si sa, scolpisce e tonifica. Il sesso? Secondo la pop star Robbie Williams è questo il segreto della sua linea ritrovata.

    calo peso nascita

  • 3 settimane di trattamento con cibi proteici e l’integratore
  • 10 giorni con solo AMIN 21K e supporto di vitamine e sali minerali
  • 10 giorni con solo AMIN 21K (come il precedente) ma tramite sondino naso-gastrico (per persone obese)
  • E può essere ripetuto a distanza di settimane, anche se spesso i risultati ottenuti non necessitano una ripetizione della dieta.

    Con il primo metodo, si assumono solo proteine (tramite AMIN 21K, carne e pesce) e verdure, escludendo grassi e carboidrati. Il calcolo delle proteine da assumere ogni giorno si calcola a partire dal peso ideale, che viene moltiplicato per un indice (1,2 per le donne e 1,5 per gli uomini); sempre in base al peso ideale, si somministrano una quantità di bustine di AMIN 21K al giorno, che coincide con una quantità di proteine (fino a 50kg di peso ideale, 2 bustine = 30g; tra 51 e 65 kg, 3 bustine = 45g; da 66 kg, 4 bustine = 60g).

    La differenza fra il numero di proteine calcolato che si deve assumere e i grammi apportati dalle bustine, è la quantità di proteine che la persona dovrà assumere tramite i cibi (ognuno di questi possiede un determinato fattore di conversione che viene moltiplicato con le proteine restanti che devono essere assunte, determinando così i grammi del relativo alimento che devono essere ingeriti).

    Con un esempio pratico, se una donna ha come peso ideale 64kg, il peso totale di proteine sarà 76,8 (64×1,2); prendendo 3 bustine al giorno di AMIN 21K (45 g), dovrà ancora ingerire 32,2 g di proteine (76,8-45). Se a cena, il soggetto vorrà mangiare manzo per assumere quei restanti 32,2 g di proteine, sapendo che il fattore di conversione del manzo è 4,76, basterà moltiplicare 4,76×32,2: potrà dunque ingerire 153,27 g di manzo.

    Secondo questi calcoli, viene formulata quindi tutta la dieta, giorno per giorno, ed è per tali motivi che è necessario uno specialista che sappia controllare ed intervenire nello schema, dando i giusti consigli per svolgere la dieta in modo corretto:

  • Sciogliere la bustina di AMIN 21K, come colazione, in acqua o caffè o the o tisane fredde (al massimo tiepide), addolcendo con aspartame;
  • Non saltare mai un pasto o ingerire quantità minori di quelle prescritte;
  • Usare al massimo un cucchiaino di olio; a proprio piacimento, limone, aglio, cipolla, aceto di mele e aromi vari per condire le pietanze; meglio il sale marino integrale;
  • Consumare caramelle o gomme da masticare solo se non contengono alcun zucchero;
  • Cucinare i cibi al vapore, alla griglia, al forno o a microonde;
  • Se si desidera, si può invertire lo schema del pranzo con quello della cena;
  • Evitare l’essere sedentari e praticare ogni giorno una buona attività fisica.
  • Questo trattamento può essere integrato con altri prodotti omeopatici per il gonfiore addominale, per reintegrare i sali minerali come il silicio, per ridurre i radicali liberi, per integrare omega.

    Il secondo metodo invece, solo AMIN 21K, consiste nell’assunzione dell’integratore nelle quantità stabilite per poter raggiungere il peso ideale, senza il calcolo finale dei cibi con fattore di conversione. In 10 giorni, si calcola che verrà perso il 7-10% del peso iniziale e sarà sufficiente poi fare una dieta di mantenimento ipocalorica dissociata. Il ciclo senza sondino non è consigliato per coloro che soffrono di patologie serie ai reni, diabete e ipertensione; e la creatinemia può essere una controindicazione.

    Per l’assunzione delle bustine di AMIN 21K, è sufficiente che il soggetto le prenda mantenendo un apporto calorico ben distribuito durante la giornata, beva almeno 2 litri di acqua al giorno ed è consigliabile anche prendere un purgante, un inibitore di pompa come il lansoprazolo, un antiossidante, sali minerali ed un alcalinizzante per il meteorismo. Evitare qualsiasi cosa contenga zucchero e praticare sport e attività fisica.

    Il terzo metodo è come il secondo, solo che si utilizza un sondino naso-gastrico, che il soggetto deve imparare a conoscere e gestire: l’integratore viene disciolto nell’acqua contenuta nell’apposita sacca, che andrà regolarmente seguita e reintegrata nelle giuste dosi.

    Si aziona così la pompa, per regolare l’apporto di gocce stabilito per minuto. Il soggetto può quindi muoversi liberamente prestando attenzione allo svuotamento e ai tempi della sacca. Questo metodo quindi è più impegnativo e di tipo meccanico. Richiede sempre l’integrazione di un purgante, del lansoprazolo e di vitamine e sali minerali.

    E’ importante ricordare che sono diete serie ma non bisogna sottovalutarle: i risultati sono ottimali ma bisogna esser rigorosi nel seguire tutte le regole e istruzioni e soprattutto, evitare assolutamente il fai da te e farsi seguire dal proprio medico specialista.

    La dieta paleolitica o del paleolitico

    Si sente parlare sempre più spesso di dieta paleolitica (o paleodieta) e fioriscono le interpretazioni, che troppo spesso, però, non illustrano quella che dovrebbe essere in realtà la vera dieta Paleolitica, ma un suo acritico riadattamento basato, superficialmente, solo sulla generica ripartizione dei macronutrienti: proteine, lipidi (grassi) e carboidrati. In realtà la dieta Paleolitica autentica ripropone la vera alimentazione seguita dai nostri avi, ed esclude l’impiego di alimenti apparsi da troppo poco tempo sulla scena evolutiva, ossia: latte e derivati, tutti i cosiddetti carboidrati ad alta densità (cereali e derivati, patate, mais, etc), di alimenti non originari delle proprie terre e di cibi trattati e raffinati.

    Alcune interpretazioni sono per una dieta iperproteica, ma si tratta di ipotesi, anche smentite da studi, non solo antropologici, sui reperti fossili.

    La verità imprescindibile sembra comunque essere una sola: alimentarsi secondo gola, abitudini e costumi, piuttosto che secondo le vere necessità del corpo umano, significa, prima o poi, dover affrontare seri problemi di salute.

    Tra i più noti promulgatori di una alimentazione “paleolitica”, si citano qui Loren Cordain (Paleo Diet), Ray Audette, Aajonus Vonderplanitz (Primal Diet, o “Rawpaleodiet”)

    La struttura di questo sito non è mirata solo all’esposizione dei concetti propri della Paleodieta. Infatti, dal confronto con altri tipi di dieta, appositamente riportati in questo sito, si noterà la consistenza degli elementi in comune. Questo perché l’approccio di questo sito, vista la particolarità dell’argomento, e l’assenza di dati certi ed incontrovertibili, è essenzialmente “empirica” e “filosofica”, più che “scientifica”. Si cerca di dare al visitatore una serie di strumenti adatta a guidarlo nella sua scelta di approfondimento bibliografico, che dovrà essere autonoma.

    Quello che può essere dedotto dal confronto delle varie opere consultate e in parte qui citate, è che non si può prescindere da quella che è la natura umana: quello che funziona è strettamente collegato ad essa. E la dieta paleolitica, come nutrizione delle origini, è quella che molti, oggi, iniziano a considerare quella evolutivamente più adatta all’uomo.

    Prima di proseguire è importante sottolineare che questo sito è volto solamente alla diffusione ragionata delle linee guida di quella conosciuta comunemente come “Dieta Paleolitica” o “Paleodieta” (o altro) e degli argomenti correlati. Questo non è un sito a carattere medico e i principi qui contenuti non intendono costituire direttamente, né indirettamente, alcun tipo di diagnosi, non sono un sollecito all’autodiagnosi, né a curarsi da soli, né ad abbandonare terapie mediche in atto.

    L’autore e l’intestatario del sito declinano ogni responsabilità per danni che possano derivare dall’uso incauto e superficiale dei contenuti di questo sito.

    Prima di intraprendere qualsiasi pratica qui eventualmente descritta o citata, è opportuno consultare uno specialista o il proprio medico curante.

    Si evidenzia inoltre come gli eventuali inserzionisti, che possano avere spazio sul sito, non siano in alcun modo legati al sito stesso, se non per lo spazio espositivo/divulgativo a loro concesso.

    Ma cosa mangiavano i nostri antenati? Quale era la vera dieta paleolitica?

    In tempi remoti gli esseri umani, sopravvivevano cacciando, pescando, e raccogliendo frutta, verdura, e altri prodotti della terra. Per questo molti studiosi hanno denominato questi nostri antenati “cacciatori – raccoglitori”. Ma la cosa non è così immediata come potrebbe sembrare. La varietà degli alimenti dipendeva molto dalle zone e dalle stagioni. E anche dal caso, dall’abilità e da altri fattori che oggi non sarebbero affatto importanti o limitanti.